Si avvicina l’inverno e uno dei pensieri più ricorrenti è: non mi devo ammalare, ho bisogno di vitamina C.
Si, la vitamina C  è giustamente considerata molto importante per diversi motivi, tra cui il rafforzamento del sistema immunitario e quindi si raccomanda spesso di utilizzare frutta, verdura o le ancor meglio bacche di rosa canina e, in effetti, alcuni più, altri meno, questi alimenti ne contengono. Però allo stesso tempo ci si preoccupa poco di sapere cosa ne può determinare una dispersione.
La maggioranza o quasi tutti, non sanno che se abbiamo la glicemia alta, nelle cellule non entra la vitamina C, perché l’insulina è impegnata a far entrare lo zucchero, dato che è a quello a cui deve dare la precedenza, perché il sangue non può tollerare più di una certa quantità di zucchero. In più l’insulina inibisce il recupero della vitamina C da parte del rene. La conseguenza sarà che questa vitamina verrà espulsa con le urine invece di essere trattenuta a favore del nostro organismo. Questo spiega perché i popoli che vivono bene senza carboidrati, vegetali o frutta non hanno problemi di vitamina C, evidentemente quella poca contenuta nei cibi di origine animale è sufficiente perché non viene dispersa a causa dei picchi glicemici. Ovviamente i vegetali, se sono disponibili, come detto prima, sono ottime fonti di vitamina C ed è importante farne buon uso.
Nonostante questi aspetti biologi conclamati, tendono ad esserci timori che le diete dimagranti basate su un apporto molto basso di carboidrati, abbiano un impatto negativo sullo stato antiossidante e sui biomarcatori della salute cardiovascolare e metabolica.
A questo punto è interessante notare che il British Journal of Nutrition nel 2011 pubblica uno studio fatto su 16 uomini obesi che hanno partecipato a un trial dietetico randomizzato, con cibo fornito giornalmente. Sono stati seguiti con due diete ad alto contenuto proteico (30% di energia), ciascuna per un periodo di 4 settimane, una con un contenuto  basso contenuto di carboidrati, il 4% e un’altra a carboidrato moderato, il 35%. Il peso corporeo è stato misurato giornalmente e sono stati raccolti campioni di sangue settimanali. I risultati sono stati che in entrambe le diete i valori del sangue in relazione a resistenza all’insulina, colesterolo e infiammazione sono migliorati in modo simile su entrambe le diete.
Però sulla perdita di peso in media, i soggetti hanno perso 6,75 kg con la dieta a basso contenuto di carboidrati e 4,32 kg di peso con la dieta a moderato contenuto di carboidrati. Oltre a ciò non è emerso nessun deficit vitaminico, essendo i valori sempre nella norma. Ovviamente penserete che 4 settimane sono poche per far emergere delle carenze, e questo è vero, ma ciò che colpisce è che le concentrazioni plasmatiche di vitamina C sono invece aumentate del 5% con il consumo della dieta a basso contenuto di carboidrati. Questo aumento invece non si è registrato nella dieta a moderato consumo di carboidrati
Questo esperimento, fornisce così ulteriori conferme che in effetti  la vitamina C può essere dispersa o trattenuta maggiormente a seconda di quanti carboidrati e zuccheri si assumono.
Riferimenti
Perché si diventa grassi” Gary Taubes
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/21521539/?i=4&from=/18175736/related
https://www.cambridge.org/core/journals/british-journal-of-nutrition/article/effects-of-a-highprotein-lowcarbohydrate-v-highprotein-moderatecarbohydrate-weightloss-diet-on-antioxidant-status-endothelial-markers-and-plasma-indices-of-the-cardiometabolic-profile/DF7965427658BE6EA1E5433DC814650A