L’inulina è un carboidrato non disponibile (cioè non digeribile dagli enzimi prodotti dall’organismo umano), presente in diversi alimenti di origine vegetale. E’ presente ad esempio in:
  • i tuberi: topinambur
  • nel pregiato fungo tartufo bianco.
  • nella pianta agave e tarassaco.
  • nelle verdure: in particolare in cicorie, cipolla, aglio, asparagi,  porro, e carciofi.
  • nella frutta: banane.
Come additivo alimentare, viene aggiunta al cibo per migliorarne il sapore. I fruttani di tipo inulina (ITF) sono un tipo di fibra dietetica fermentabile che può conferire effetti benefici alla salute attraverso cambiamenti nel microbiota intestinale. Tuttavia, il loro effetto sulla sensibilità intestinale e sul comportamento nutrizionale, è una questione di dibattito.
Nel mese di aprile 2019 è stato pubblicato un interessante studio effettuato da centri di ricerca in Belgio, sull’effetto di queste verdure  sul microbiota intestinale, sintomi gastro-intestinali e comportamento correlato al cibo, su un gruppo di 26 individui sani.
Durante 2 settimane, i partecipanti sono stati istruiti ad aderire a una dieta controllata basata su verdure ricche di inulina (fornendo un’assunzione media di 15 g al giorno). Sono stati organizzati tre giorni di test: prima e dopo l’intervento nutrizionale e 3 settimane dopo il ritorno alla loro solita dieta. Abbiamo valutato l’assunzione di nutrienti, il comportamento correlato al cibo, la composizione del microbiota fecale, la fermentazione microbica e i sintomi gastrointestinali.
I volontari hanno mostrato diversi benefici, tra cui una maggiore sazietà e un desiderio ridotto di mangiare cibi dolci, cosa che ovviamente non guasta. Durante l’intervento dietetico sono stati segnalati solo episodi di flatulenza.
La conclusione dei ricercatori è che un maggiore consumo di verdure ricche di inulina, consente un sostanziale aumento della fibra dietetica ben tollerata, che a sua volta può migliorare il comportamento correlato al cibo. Inoltre, porta a modifiche benefiche della composizione e della funzione del microbiota intestinale.
Fonte
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31108510/