In questo breve articolo cercherò di esaminare ciò che attualmente si sa a livello scientifico, in relazione al cancro al seno.
Come molti sanno, da molto tempo ci sono sospetti, da parte di ricercatori, sulla relazione fra tumore al seno e latticini, anche se ancora non si è riusciti a stabilire una correlazione certa, in letteratura si trovano indicazioni utili. Ad esempio uno studio condotto in Messico nel 2015, concludeva che l’alto consumo di latte vaccino era un fattore di rischio per lo sviluppo del cancro al seno. In linea generale, comunque, la comunità scientifica ancora non è giunta ad una conclusione definitiva su questo argomento, però è sempre più frequente trovare oncologi e medici in generale, che scoraggino fortemente l’uso dei derivati del latte.
Per completare il quadro, le ricerche sono anche andate verso un’altra direzione: la glicemia.
In un articolo reperibile sul sito dell’Associazione italiana Ricerca sul Cancro, il Dott. Domenico Palli, coordinatore di numerosi progetti di epidemiologia nutrizionale in Toscana e che è coinvolto nel progetto EPIC, dice che: “Grazie all’impegno di tutti, EPIC Italia è riuscita a coinvolgere oltre 47.000 persone – 32.000 donne e 15.000 uomini – nei cinque centri coinvolti e che coprono l’intero territorio nazionale: Varese, Torino, Firenze, Napoli e Ragusa. Tra i tumori maggiormente studiati nel contesto italiano spiccano quelli della mammella (1.400 casi) e del colon. Notate le conclusioni del ricercatore:
“L’altro elemento che emerge con forza dal lavoro italiano è il ruolo dell’indice glicemico in questi due tumori”.Il sito infatti commentava dicendo che i carboidrati ad alto indice glicemico, cioè che innalzano più velocemente il livello di zucchero nel sangue, sono legati a un aumento del rischio di tumore al seno e al colon, seppur con diverse sfumature connesse alla dieta generale e al tipo di tumore. Un dato che in Italia, dove la pasta e i carboidrati sono signori della tavola, è molto significativo come è significativa la relazione tra modello “olio di oliva e insalata” – dieta ricca in olio di oliva, verdura cruda, zuppe e carne bianca – e una riduzione della mortalità negli anziani.
Un altro studio famoso condotto sempre in italia dall’Unità di epidemiologia nutrizionale, National Cancer Institute di Milano, pubblicato nel 2007 sul The American Journal of Clinical Nutrition, concludeva che una dieta ad alto contenuto di carboidrati,  può aumentare il rischio di cancro al seno nelle donne italiane e che anche in donne in premenopausa e normo peso, una dieta altamente glicemica aumenterebbe il rischio di cancro al seno.
I ricercatori, commentando i risultati dello studi fatti, indicano che “ portano a suggerire che l’alta caratteristica GI della maggior parte dei cibi occidentali, può essere un importante contributo al rischio di cancro al seno, in particolare nelle donne più giovani. Il meccanismo può coinvolgere l’insulina. L’insulinemia persistentemente elevata, può aumentare il rischio di cancro al seno con diversi meccanismi, tra cui un’alterazione della cinetica del ciclo cellulare o l’inibizione dell’apoptosi o attraverso un effetto gonadotropico (l’insulina stimola la sintesi di androgeni ovarici) o attraverso effetti metabolici sul fegato, in cui l’insulina inibisce la sintesi della globulina legante gli ormoni sessuali e delle proteine ​​1 e 2, leganti l’IGF-1, aumentando così la biodisponibilità di entrambi gli ormoni sessuali e IGF-1”
In pratica se si utilizzano come dicono loro, “cibi occidentali” carichi di carboidrati, parte in maniera massiccia l’insulina e questa favorisce il tumore al seno, infatti sia il latte che i carboidrati hanno questa caratteristica, favorire l’ormone della crescita l’IGF-1.
A questo punto, le affermazioni del Dott.Palli fanno riflettere, il sito Airc commentava infatti la scoperta che mette in relazione glicemia e tumore al seno dicendo “dato che in Italia, dove la pasta e i carboidrati sono signori della tavola, è molto significativo”.
Riferimenti
https://academic.oup.com/jnci/article/105/9/616/986948
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4789875/
https://www.ncbi.nlmhttps://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/22497978/?i=4&from=%2F23717392%2Frelated&fbclid=IwAR0sfr8r1N80tEBQ7sujfhD220DWrtj3qCs2jmDTf6UAKOWWfPhSiARWmW4.nih.gov/m/pubmed/17921397/?i=3&from=%2F24175800%2Frelated

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/22497978/?i=4&from=%2F23717392%2Frelated&fbclid=IwAR0sfr8r1N80tEBQ7sujfhD220DWrtj3qCs2jmDTf6UAKOWWfPhSiARWmW4

https://www.airc.it/finanziamenti/informazione/fondamentale/giugno-2018/un-quarto-di-secolo-alla-ricerca-della-dieta-corretta/?altTemplate=MobileInternal#.W6i1FmxRfIV

https://www.airc.it/news/un-quarto-di-secolo-alla-ricerca-della-dieta-corretta?fbclid=IwAR3mLtKshv1yik0MG6oFobJD9vxcBFFlkcltVuI2dH_bQM9ysJmQXODGHhE