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CAFFE’:PIU’ DANNI O PIU’ BENEFICI?

Quando sentiamo qualcuno  dire che ha eliminato il caffè dalla propria vita, la prima cosa solitamente si pensa è appunto, ma come si fa senza caffe?
Questo articolo, nasce con l’obiettivo di approfondire un argomento che tende a creare vari schieramenti, dato che le informazioni che si leggono tendono ad essere spesso molto diverse. Ma come ben sapete, chi è dalla parte dell’alimentazione consapevole, deve sempre accertarsi di come stiano veramente i fatti, prendendo in considerazione le varie informazioni disponibili e in ultima analisi ascoltare il proprio corpo.
Fino ad ora gli argomenti scientifici disponibili dicono che il consumo di caffè sembra generalmente sicuro, nei normali livelli di assunzione.
Il caffè è una delle bevande più consumate in tutto il mondo. In quanto tale, anche piccoli effetti individuali sulla salute potrebbero essere importanti su scala di popolazione. Ci sono state conclusioni contrastanti sul fatto che il consumo di caffè sia benefico o dannoso per la salute, e questo varia tra i risultati.
Vediamo allora  a quale conclusioni hanno portato i ricercatori queste ricerche epidemiologiche.
Tra questi ci sono l’Unità accademica di cure primarie e scienze della popolazione, Facoltà di Medicina, Università di Southampton, South Academic Block, Southampton General Hospital, Southampton, nel Regno Unito e il Consiglio di ricerca medica / Centro per la ricerca sull’infiammazione dell’Università di Edimburgo, Queen’s Medical Research Institute ad Edimburgo sempre nel Regno Unito.
La ricerca esistente ha esplorato le associazioni tra il caffè (tre /quattro tazze al giorno) e varie patologie come il cancro e malattie dei sistemi cardiovascolare, problemi metabolici, neurologici, muscolo-scheletrico, gastrointestinale e epatico, nonché i risultati associati alla gravidanza. E’stata esaminata la relazione tra consumo di caffè e cirrosi epatica e carcinoma epatocellulare.
Nel dettaglio gli studi hanno concluso che il consumo era associato a un minor rischio di tumori specifici, tra cui il cancro alla prostata, cancro dell’endometrio, melanoma, cancro della pelle non melanoma, e cancro al fegato e anche a minor rischio di problemi cardiovascolari. Il consumo ha anche avuto associazioni benefiche con condizioni metaboliche tra cui diabete di tipo 2, sindrome metabolica, calcoli biliari, gotta, e calcoli renali e per condizioni epatiche inclusa fibrosi epatica, cirrosi, mortalità da cirrosi, e fegato cronico malattia combinata.   Infine, sembra esserci un’associazione benefica tra consumo di caffè e malattia di Parkinson, depressione e malattia di Alzheimer.
Nel complesso tutti questi studi portano a sostenere che non vi è alcuna evidenza coerente di associazioni nocive tra consumo di caffè e risultati sanitari, ad eccezione di quelli relativi alla gravidanza e ad alcuni sospetti ancora non confermati di maggior rischio di fratture nelle donne. Il consumo in gravidanza sembra essere associato a esiti dannosi correlati a basso peso alla nascita, parto pretermine, e perdita di gravidanza.
C’erano anch,e in questi studi, deboli associazioni dannose tra consumo e malformazioni congenite. L’effetto della caffeina è noto per raddoppiare di intensità, durante la gravidanza. È anche noto che la caffeina attraversa facilmente la placenta, e l’attività dell’enzima che metabolizza la caffeina, è bassa nel feto, con conseguente prolungata esposizione fetale alla caffeina. Sebbene non abbiamo trovato associazioni significative tra esposizione al caffè e difetti del tubo neurale, la questione desta preoccupazione. L’esposizione materna al caffè ha avuto un’associazione dannosa con la leucemia acuta dell’infanzia.
In tutti questi studi si è anche trovata una associazione molto debole con fratture ossee nelle donne, ma su questo i ricercatori fanno fatica a prendere una posizione netta.
In linea generale a cosa possono essere dovuti gli elencati benefici?
Il caffè tostato è una miscela complessa di oltre 1000 composti bioattivi con meccanismi biologici plausibili a vantaggio della salute. È stato dimostrato che contribuisce in larga misura all’apporto giornaliero di antiossidanti alimentari, maggiore di tè, frutta e verdura. L’ acido clorogenico è l’antiossidante più abbondante nel caffè; sebbene sia degradato dalla tostatura, si formano composti organici antiossidanti alternativi. La caffeina ha anche effetti antiossidanti significativi. I diterpeni, i cafestol e i kahweol, inducono enzimi coinvolti nella detossificazione del carcinogeno e nella stimolazione della difesa antiossidante intracellulare, contribuendo ad un effetto anticancerogeno. Questi effetti antiossidanti e anti-infiammatori sono anche probabilmente responsabili del meccanismo alla base delle associazioni benefiche tra consumo di caffè e fibrosi epatica, cirrosi e cancro del fegato. Inoltre, la caffeina potrebbe avere effetti antifibrotici diretti prevenendo l’adesione e l’attivazione delle cellule stellate epatiche.
Il caffè decaffeinato è simile a quello con la caffeina, a parte l’assenza di caffeina. Il beneficio marginale nell’associazione tra caffè decaffeinato e mortalità per cancro non ha raggiunto importanza. Le associazioni tra il consumo elevato di caffè decaffeinato e il basso rischio di diabete di tipo 2 e il carcinoma endometriale erano di entità simile al caffè con la caffeina e vi era una piccola associazione benefica tra il caffè decaffeinato e il cancro ai polmoni.
Il Dipartimento di Malattie Cardiovascolari, John Ochsner Heart and Vascular Institute, Ochsner Clinical School, Università di Queensland School of Medicine diNew Orleans negli Stati Uniti avverte anche:
“I possibili benefici del bere il caffè devono essere valutati rispetto a potenziali rischi, che sono generalmente dovuti al suo alto contenuto di caffeina, tra cui ansia, insonnia, mal di testa, tremori e palpitazioni.”
Ecco che stringendo il cerchio questo è tutto quello che la ricerca ufficiale ci dice di sapere, rimane quindi il saper ascoltare il proprio corpo e l’effetto che ha su di noi individualmente. Forse siamo tra coloro che hanno comunque riscontrato di non tollerare bene il caffè o addirittura stare male. Una possibilità anche da considerare è che le persone di gruppo sanguigno 0 abbiano problemi con il caffè a causa del fatto che sviluppano una maggiore acidità, che a contatto con il caffè stimola un neurotrasmettitore chiamato noradrenalina che ha la capacità di aumentare la frequenza cardiaca.
Spero in definitiva, di avervi reso comunque più consapevoli, in relazione ad una abitudine fra le più radicate soprattutto negli italiani.
Riferimenti
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28675917
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/22928360/?i=6&from=%2F30448878%2Frelated&fbclid=IwAR2NPokloHIAHSZtkQOLNPaxc5CUs8jjaSO8-rMZRA4-kw7fglBrPS9lnk8
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/21880846/?i=5&from=%2F28128673%2Frelated&fbclid=IwAR1G8fEVbRB-3h_Kr8fJZaNQHSPCn1Ut21NuzmVHt66dhJ4rDnUOprlSpCo
https://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29474816&prev=search
“La vera dieta dei gruppi sanguigni “ di Peter D’adamo.