Eccomi nuovamente a parlare di uova. Con questo articolo vorrei mettervi a conoscenza di certi studi che fanno ulteriore luce sull’argomento e forse rimarrete stupiti di quante se ne possono utilizzare al giorno.
Ad esempio, la rivista scientifica Nutrients, nel 2017 pubblica uno studio molto utile che chiarisce il ruolo delle uova nell’apportare sazietà, proteggere il cuore, migliorare gli stati infiammatori e non solo.
Il consumo regolare di uova continua a incontrare incertezza, pur contenendo proteine, vitamine, minerali e antiossidanti di alta qualità.
Pertanto, lo scopo di questo studio era di paragonare gli effetti del consumo di due uova al giorno rispetto ad una colazione con farina d’avena e l’effetto che avrebbero avuto sui biomarcatori di malattie cardiovascolari e sulla senzazione di sazietà, in una popolazione giovane e sana.
Cinquanta soggetti hanno partecipato a un intervento clinico crossover randomizzato; i soggetti sono stati assegnati in modo casuale a consumare due uova o un pacchetto di farina d’avena al giorno, per colazione, per quattro settimane. Campioni di sangue a digiuno sono stati raccolti alla fine di ciascun periodo di intervento per valutare i lipidi  (grassi) plasmatici e la grelina (ormone implicato nello stimolo della fame) plasmatica.
Il risultato è stato che è aumentato si l’apporto di colesterolo. ma, dato che l’aumento ha compreso anche il colesterolo HDL (High-density lipoprotein) detto buono, non vi era alcuna differenza nel rapporto LDL / HDL , né nel glucosio plasmatico, nei trigliceridi o negli enzimi epatici. Anche la sazietà è aumentata in seguito al consumo di uova, oltre a ciò che veniva riportato dai pazienti, anche le concentrazioni di grelina plasmatiche risultarono più basse. La grelina, come ho già trattano in un articolo precedente https://www.comidaedizioni.it/cosa-regola-la-fame/ , è appunto un ormone implicato nello stimolo della fame che invia al cervello il segnale che è ora di mangiare. Comprendiamo quindi che più questo ormone è attivo più mangeremo, al contrario, se sta buono e calmo, avremo meno stimoli della fame durante la giornata. Questi risultati dimostrano che a differenza di una colazione a base di farina d’avena, due uova al giorno saziano molto di più e non influenzano negativamente i biomarcatori associati al rischio cardiovascolare.
Precedentemente un altro studio aveva notato che, sempre a differenza dall’avena a colazione, le uova tutti i giorni miglioravano i marcatori dello stato infiammatorio anche in soggetti malati di diabete. Ma non è finita qui: uno studio fatto su una popolazione sana riporta che, consumando fino a 3 uova al giorno, si ottiene un effetto benefico complessivo sui biomarcatori associati al rischio cardiovascolare, ma anche un aumento della colina plasmatica. Ricordiamo che la colina ha proprietà neuroprotettive, antiossidanti e protettive per il cuore.
Riassumendo: le uova aumentano la sazietà, migliorano i marcatori del rischio vascolare, migliorano lo stato infiammatorio nei diabetici e hanno potenzialità neuroprotettive.
A questo punto, non ci stupiamo che, in certi testi aggiornati di nutrizione come La Dieta Reset, leggiamo di utilizzarne una/due al giorno e tre per chi fa attività fisica.
Pensate che già quattordici anni fa, le linee guida dell’American Heart Association, non includevano più una raccomandazione per limitare il consumo di uova. Siamo ormai lontani anni luce, dalle linee guida italiane di mangiarne al massimo due a settimana.
Riferimenti
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/28091798/?i=2&from=%2F28146063%2Frelated
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/25970149/?i=4&from=%2F28146063%2Frelated
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/28146063/?i=2&from=/25970149/related
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15640512/
La Dieta Reset di Dario Polisano edito dalla Comida Edizioni.