La frutta fa bene o fa male?  Quando mangiarla? Ovviamente, che sia meglio mangiare della frutta al posto di bere una bibita zuccherata o dei dolci industriali contenenti di tutto, non ci sono dubbi. Praticamente, a ogni età, se non ci sono particolari problematiche, mangiare della frutta come spuntino o a colazione potrebbe rivelarsi una valida abitudine. Allo stesso tempo, le raccomandazioni che spesso sono state date, di” mangiare più frutta e verdura” sono state probabilmente fraintese, così che si tende, in molti casi, ad aumentare il consumo della prima a discapito della seconda. Non c’è da stupirsi perché come al solito, quello che attira di più è ciò che ha il gusto dolce .Ora, diciamo subito una cosa positiva in relazione alla frutta: in generale, pur contenendo zucchero, è anche vero che contiene fibra e acqua che “diluiranno” questo zucchero e l’impatto che avrà sulla glicemia sarà inferiore nel sangue. Infatti confrontando una pesca e una patata bollita anche se di uguale peso, la patata avrà un effetto maggiore sulla glicemia, rispetto alla pesca, essendo ricca di acqua e fibra. Questo non significa che la frutta in generale non crei nessun problema e si possa così procedere a ruota libera.
I nostri antenati, ma anche i nostri bisnonni, seguivano un principio naturale fondamentale, cioè che la frutta si mangiava quando la natura la metteva a disposizione in base alla stagione e al luogo in cui vivevano. Al contrario, oggi è “artficialmente” disponibile tutto l’anno e senza nessuna fatica per procurarsela.
Veniamo così al dunque: quale è la posizione di alcuni esponenti della medicina ufficiale sull’utilizzo della frutta?
Iniziamo con Paolo Pigozzi, medico e nutrizionista, collaboratore del sito Vita e Salute V&S. http://www.vitaesalute.net/mangia-quanta-frutta-vuoi-no/ Dopo aver esposto alcuni aspetti positivi il medico avverte: “Nella mia pratica clinica constato che la dieta ricca di frutta può provocare gonfiori, fermentazioni, feci eccessivamente sfatte: chiaro indice che le abitudini alimentari non sono corrette”, avverte il medico e poi aggiunge “Non si diventa diabetici con la frutta (ma con i succhi sì!); tuttavia se già si è malati o si ha la glicemia alta bisogna fare attenzione agli eccessi dato che andando oltre 2-3 frutti medi al dì si possono anche rischiare problemi articolari, perché troppo fruttosio forma acido urico, che si accumula nelle giunture.”
Ora passiamo alla posizione ufficiale degli istituti che si occupano di tumori.
In un commento del libro” Prevenire i tumori mangiando con gusto” patrocinato dalla Fondazione IRCCS Istituto nazionale dei Tumori leggiamo: “Mangiare frutta di stagione fa bene a tutte le persone sane, ma poiché molti tipi di frutta contengono sostanze che stimolano la proliferazione cellulare (appunto le poliammine) un consumo elevato sarebbe sbagliato per i malati di tumore. Sono ricche di queste sostanze soprattutto le arance, le banane e la frutta tropicale, molto meno mele e pere, che ne contengono un po’ solamente vicino alla buccia (per cui è meglio mangiarle senza). Ne sono invece privi i frutti di bosco e l’uvetta sultanina, che raccomandiamo per i dolci. La frutta, comunque rigorosamente di stagione, è da preferirsi lontano dai pasti “
Invece, in un articolo che tratta gli eventuali pericoli degli zuccheri nel malato oncologico, reperibile sul sito dell’Associazione ricerca sul cancro leggiamo: “Ridurre il consumo di dolci o caramelle fa certamente bene in generale ed è un buon modo per combattere l’obesità, ma non serve, se poi si consumano grandi quantità di frutta, contenenti altrettanti zuccheri” http://www.airc.it/cancro/disinformazione/zucchero-e-crescita-dei-tumori/
In conclusione, possiamo dire che, per quanto la frutta sia un buon alimento naturale e adatto nella sua stagione, allo stesso tempo non è qualcosa su cui sbilanciarsi, in particolare se è già presente una patologia importante. Per tutti invece è stato ben illustrato che può favorire la formazione di acidi urici, procurare dolori articolari, fermentazione, gonfiori e simili, quindi se dovessimo soffrire di problemi di questo tipo, cerchiamo di verificare se,  stiamo avendo problemi con la frutta.
Alcuni comunque temono che, limitare o rinunciare alla frutta a causa di questi problemi, possa creare carenze nutrizionali, ma le cose non stanno così. Il motivo è che, a differenza di quello che si crede, nella carne, nel pesce e nelle uova, ci sono praticamente tutte le vitamine di cui abbiamo bisogno e in misura molto superiore a ciò che è contenuto nella frutta. La frutta, contiene solo quantità rilevanti di vitamina C che è comunque presente in misura maggiore nella verdura e ortaggi.
Quindi il motto dovrebbe essere  “mangiate più verdura che frutta”? A questo punto giudicatelo voi.