In precedenza avevo già trattato i problemi che il glutine può dare a livello immunitario in generale. In questo caso vedremo più nello specifico uno studio, reso pubblico nel 2013 da PUBMED, che prende in considerazione nello specifico come si ripercuote sulla permeabilità intestinale e quali patologie autoimmuni possono scatenarsi e vedremo come non solo i cereali con il glutine possono essere un problema.
Lo studio, come premessa, ci ricorda che il grano è uno dei cereali più consumati al mondo e costituisce una parte sostanziale della dieta umana. Sebbene le linee guida dietetiche sostenute dal governo in Europa e negli Stati Uniti consigliano alle persone di mangiare quantità adeguate di cereali (interi) al giorno, i cereali contengono “anti-nutrienti“, come glutine di frumento e lectina di frumento, che nell’uomo possono provocare disfunzioni e malattia. Secondo i ricercatori ci sono prove di studi di intervento in vitro, in vivo e sull’uomo, che descrivono come il consumo di grano, ma anche altri cereali, possano contribuire alla manifestazione di infiammazione cronica e malattie autoimmuni aumentando la permeabilità intestinale e avviando un processo di risposta immunitaria infiammatoria. La permeabilità intestinale è quella condizione in cui le tossine e gli antigeni alimentar,i passano dall’intestino all’organismo, compreso ovviamente il circolo sanguigno. Detto questo, vediamo di esaminare alcuni passaggi essenziali e le motivazioni.
Iniziamo a prendere in esame il glutine che è il principale complesso proteico strutturale del grano, costituito da glutenine e gliadine. Quando la farina di grano viene mescolata con acqua per formare la pasta, le proteine del glutine formano una rete continua che fornisce la coesione e la viscoelasticità, che consente di trasformare la pasta in pane, pasta e altri alimenti. Il contenuto proteico del grano varia tra il 7% e il 22% con il glutine che costituisce circa l’80% della proteina totale del seme. Le glutenine sono la frazione delle proteine del grano che sono solubili in acidi diluiti e sono polimeri di singole proteine. Le prololine sono le proteine solubili in alcool dei cereali e sono specificamente chiamate gliadine nel grano. Le gliadine sono proteine monomeriche e sono classificate in tre gruppi: α / β-gliadine, γ-gliadine e ω-gliadine. L’ingestione di prodotti di grano è stata segnalata come responsabile delle reazioni allergiche. Altre risposte allergiche che sembrano essere correlate a una serie di proteine ​​del grano includono l’asma da fornaio, la rinite e l’orticaria da contatto.
Più comuni delle allergie al grano sono le condizioni che coinvolgono l’intolleranza al grano, compresa la celiachia, che si stima colpisca l’1% della popolazione dell’Europa occidentale e la dermatite erpetiforme, che ha un’incidenza tra circa 2 volte e 5 volte inferiore di celiachia. La stretta associazione tra diabete di tipo 1 e celiachia e l’osservazione che le malattie autoimmuni sembrano essere più prevalenti nei pazienti celiaci e nei loro parenti, collega quindi l’assunzione di grano con diverse altre condizioni.
Come ben sappiamo, da tempo la gliadina dal glutine di frumento e le prolamine correlate da altri cereali contenenti glutine, compresi segale e orzo, possono innescare la celiachia in persone geneticamente suscettibili. I sintomi di questa malattia sono l’infiammazione della mucosa, l’atrofia dei villi dell’intestino tenue, l’aumento della permeabilità intestinale e il malassorbimento di macro e micronutrienti.
Infatti, affinché la gliadina interagisca con le cellule del sistema immunitario, deve superare la barriera intestinale. È indicato da diversi studi che l’aumento della permeabilità intestinale, precede l’insorgenza della celiachia e non è solo una conseguenza dell’infiammazione cronica intestinale.
LA SCOPERTA DELLA ZONULINA
Nel 2000 gli scienziati del Center for Celiac Research scoprirono la zonulina, proteina umana che modula la permeabilità intestinale in pratica regola l’apertura e la chiusura della bariera epiteliale.
La zonulina è stata attivata dalla gliadina nelle biopsie intestinali da pazienti sia celiaci che non celiaci, suggerendo che la gliadina può aumentare la permeabilità intestinale anche nei pazienti non celiaci, ma non è stata osservata in un gruppo di pazienti sensibili al glutine. Livelli elevati di zonulina e la permeabilità intestinale sono osservati nelle malattie autoimmuni e infiammatorie come: sclerosi multipla, asma e malattia infiammatoria intestinale e il polimorfismo di aptoglobina è associato con artrite reumatoide, diabete di tipo 1, spondilite anchilosante, schizofrenia, asma, sindrome da stanchezza cronica e alcuni tipi di cancro. Quando la funzione di barriera è interrotta, vi è un aumento del passaggio di antigeni alimentari e microbici che interagiscono con le cellule del sistema immunitario. Ma il glutine non sembra essere l’unico problema vediamo perché.
 LECTINE
Le indagini ora si spostano sui cereali in generale anche senza glutine come riso, miglio, mais. Le lectine sono presenti in una varietà di piante e semi per difendersi da altre piante, queste lectine sono riconosciute come anti- nutrienti. La lectina più studiata è la WGA ( Wheat germ agglutinin) che induce risposte immunitarie infiammatorie ad esempio innesca la produzione di istamina.
Quindi è in gran parte responsabile di molti degli effetti negativi sulla salute. La WGA è più elevata nel grano intero, specialmente grano intero germogliato, ma il grano non è l’unico cereale ricco di lectina. Tutti i cereali (riso, frumento, farro, segale, ecc) sono ad alto contenuto di lectine.
Il Dott. Massimo Pandiani riassume bene gli effetti di questa lectina sul suo sito riporto qui gli aspetti essenziali
La WGA ha il potenziale per danneggiare la vostra salute, grazie ai seguenti meccanismi (l’elenco non è esaustivo):
  • Pro-infiammatoria: la WGA stimola la sintesi di messaggeri chimici pro-infiammatori, anche a concentrazioni molto piccole
  • immunotossica: la WGA potrebbe legarsi a e attivare i leucociti del sangue
  • neurotossica: la WGA può passare attraverso la barriera emato-encefalica e attaccarsi al rivestimento protettivo dei nervi, conosciuto come guaina mielinica. E ‘anche in grado di inibire il fattore di crescita nervoso, che è importante per la crescita, manutenzione e sopravvivenza di certi neuroni
  • cardiotossica: la WGA induce l’aggregazione piastrinica ed ha un potente effetto dirompente sulla rigenerazione dei tessuti e la rimozione dei neutrofili dai vasi sanguigni
  • citotossica (tossico per le cellule): la WGA può indurre la morte cellulare programmata (apoptosi)
La ricerca dimostra anche che potrebbe perturbare il sistema endocrino e la funzione gastrointestinale, interferire con l’espressione genetica, e avere somiglianze con determinati virus.
A questo punto, i ricercatori hanno voluto indagare sugli effetti di una alimentazione senza cereali ed è emerso che gli uomini sani, sedentari, hanno migliorato la pressione sanguigna e la tolleranza al glucosio, diminuito la secrezione di insulina, aumentato la sensibilità all’insulina e migliorato i profili lipidici. La tolleranza al glucosio è migliorata anche nei pazienti affetti da una combinazione di cardiopatia ischemica e intolleranza al glucosio o diabete di tipo 2.
Simili risultati positivi sul controllo glicemico sono stati ottenuti nei pazienti diabetici, quando la dieta paleolitica è stata confrontata con la dieta del diabete classica. I partecipanti seguivano ogni dieta per tre mesi e i risultati erano un indice di massa corporea inferiore, HDL medio più alto, livelli medi più bassi di emoglobina A1c. Gli studi stanno aumentando dal 2013 e questi risultati suggeriscono che, insieme ad altri cambiamenti nella dieta, l’esclusione dei cereali ha un effetto positivo sulla salute.
Al contrario i soggetti di controllo che sono stati consigliati di seguire una dieta di tipo mediterraneo a base di cereali integrali, latticini a basso contenuto di grassi, pesce, frutta e verdura non hanno migliorato significativamente la loro tolleranza al glucosio nonostante la diminuzione del peso e della circonferenza della vita.
La conclusione di questo studio è che, appunto, il consumo giornaliero di prodotti di grano e altri cereali connessi potrebbe contribuire alla manifestazione di infiammazione cronica e malattie autoimmuni. Sia gli studi in vitro che quelli in vivo dimostrano che la gliadina e le lectine presenti dei cereali, anche senza glutine, possono entrambi aumentare la permeabilità intestinale e attivare il sistema immunitario. E’ importante anche sottolineare che gli effetti della gliadina sulla permeabilità intestinale e sul sistema immunitario sono stati confermati anche negli esseri umani. Perché lo metto in evidenza? Perché molti studi anche validi, sono stati fatti su animali e hanno dato indicazioni utili, ma in definitiva è ciò che si osserva sull’uomo ciò che conta, dato che il metabolismo dell’uomo e il cibo di cui ha bisogno non può essere equiparato in tutto e per tutto a quello degli animali. Negli ultimi anni, sempre più luce si sta facendo sulla relazione fra cereali e autoimmunità, non ci stupiamo che sempre più professionisti al passo con gli studi prescrivano al paziente con una patologia autoimmune o disturbi metabolici, come base, l’eliminazione dei cereali e sempre più testimonianze ne confermano i risultati. Dopo questo articolo vi sentite più consapevoli?
RIFERIMENTI
https://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3705319/&prev=search
http://www.massimopandiani.it/?p=1751
“Senza glutine” di Alessio Fasano edito da Mondadori
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