Era praticamente assente nella nostra dieta qualche centinaio di anni fa, il fruttosio è ora diventato un importante componente della dieta moderna. Le nostre principali fonti di fruttosio sono il saccarosio da barbabietola o canna da zucchero, lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, la frutta e il miele. Il fruttosio ha la stessa formula chimica del glucosio (C (6) H (12) O (6)), ma il suo metabolismo differisce notevolmente da quello del glucosio a causa della sua estrazione epatica quasi completa e della rapida conversione epatica in glucosio, glicogeno, lattato e grasso.
Il peggiore fra questi, sembra essere appunto lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio (HFCS high-fructose corn syrup) il consumo è aumentato considerevolmente negli Stati Uniti negli ultimi anni. L’assunzione di HFCS può ora superare quella dell’altro principale dolcificante calorico, il saccarosio. Inizialmente, diversi nutrizionisti e diabetologi, ritenevano che il fruttosio fosse una forma di zucchero più sicura del saccarosio, in particolare per le persone con diabete mellito, poiché non influisce negativamente sulla regolazione della glicemia, almeno nel breve periodo, ma il punto è proprio questo: nel breve periodo. Infatti il fruttosio ha effetti potenzialmente dannosi su altri aspetti del metabolismo. In particolare, il fruttosio è un potente zucchero che promuove la formazione di prodotti finali di glicazione che è quel processo biochimico in cui molecole di zucchero e di proteine e grassi si legano danneggiando in questo modo le proteine, la conseguenza è stimolare il processo di invecchiamento. Tutto ciò, ha anche conseguenze nella patogenesi delle complicanze vascolari, renali e oculari del diabete; e nello sviluppo dell’aterosclerosi. Il fruttosio è stato anche implicato come principale causa di sintomi in alcuni pazienti con diarrea cronica o altri disturbi funzionali dell’intestino. Inoltre, il consumo eccessivo di fruttosio può essere in parte responsabile della crescente prevalenza di obesità, diabete mellito e steatosi epatica non alcolica.
Sapere questo, potrebbe spiegare perché i popoli, soprattutto quelli occidentali, hanno sviluppato maggiormente la tendenza al sovrappeso a differenza di altri. Sembra infatti, che l’uso regolare di questo tipo di dolcificanti predisponga a mettere su peso e sviluppare il diabete, avendo in questo modo compromesso la capacita dell’organismo nel metabolizzare correttamente tutti gli altri carboidrati assunti anche in maniera naturale. In pratica, le ricerche sembrano indicare che, chi si sbilancia verso i cereali avrà molte probabilità di mettere su peso, ma chi aggiungerà ai cereali anche questo genere di zuccheri peggiorerà inevitabilmente la situazione creando nel tempo situazioni da cui sarà difficilissimo tornare indietro.
Ovviamente, è improbabile che le quantità relativamente piccole di fruttosio presenti naturalmente in frutta e verdura abbiano effetti deleteri però, è anche documentato che diversi hanno sviluppato una grossa difficoltà a gestire quel poco fruttosio contenuto in maniera naturale nella frutta; e addirittura alcuni sotto controllo medico per ritornare a gestire in maniera corretta il loro peso, hanno dovuto anche misurare adeguatamente i quantitativi di verdure assunte.
Quale lezione dovremmo trarre da tutto ciò? In particolare uno: aiutiamo i nostri bambini ad evitare il più possibile questo tipo di dolcificanti in modo tale da non predisporli a tutto ciò che abbiamo visto prima. Questo richiederà sforzo essendo presenti nella maggioranza dei prodotti industriali, bibite, dolci e molto altro, ma almeno da adulti, con tutta probabilità.,potranno gustarsi un po’ di frutta nella giusta stagione senza preoccuparsi.
 
Riferimenti
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/16366738/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/20086073/
“Perché si diventa grassi ( e come fare per evitarlo)”  di Gary Taubes