Il colesterolo nell’immaginario collettivo è da sempre temuto a priori e, senza contestualizzarlo, si cerca sempre e comunque di abbassarlo, ma è sempre vero che sia qualcosa di negativo in tutti i casi?
Certamente ci sono situazioni in cui il medico deve analizzare tutti i fattori di rischio legati ad un innalzamento del colesterolo cercando di esaminare il rapporto con quello considerato buono e anche i trigliceridi. In questo senso ho già pubblicato due articoli che analizzano di come esperti a livello mondiale non sempre considerano pericolosi livelli oltre i canonici 200 di colesterolo e cosa deve essere tenuto in considerazione.
Il Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica, Istituto Superiore di Sanità Roma nel 2003 aveva condotto uno studio interessante al riguardo.
Sono stati esaminati 4521 persone tra uomini e donne fra i 65 e gli 84 anni. I dati esaminati tra il 1992 – 95.
Sorprendentemente i soggetti con bassi livelli di colesterolo totale sotto i 189 sono risultati con più alto rischio di morte.  Il consiglio dei ricercatori, a conclusione dello studio svolto è che, “i medici dovrebbero considerare i livelli molto bassi di colesterolo come potenziali segnali di allarme della malattia occulta o come segnali di una salute in rapido declino.”
 Le ulteriori ricerche più recenti che hanno fatto luce sul colesterolo, sembra infatti che per ora i veri rischi, per assurdo, siano legati al colesterolo basso e non alto e che la ricerca ossessiva nel tenerlo basso con qualunque mezzo non sia stata la strada più efficace. Come del resto questo studio italiano aveva già osservato.
Per concludere, possiamo utilizzare le parole del Dott. Perlmutter, neurologo di vedute molto avanzate che ha indagato a fondo il ruolo del colesterolo: “il miglior esame a cui fare riferimento per stabilire il proprio stato di salute è l’emoglobina glicata ( A1C), non il livello di colesterolo. Raramente, per non dire mai, è corretto considerare il solo colesterolo alto una minaccia significativa per la salute.” L’invito è sempre di cercare medici che possano aiutarvi e che siano al passo con le ricerche scientifiche.
 Fonte
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12834520/?fbclid=IwAR3pECFD7QoXDhUPhph5D_E_GewsxN3R83q_VW_yA-IHEI7Z-prTU1RrTOE
“La Dieta intelligente” di David Perlmutter
 

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