Anche in relazione alle problematiche relative ai disturbi alimentari, come anoressia e bulimia, si sta indagando sul ruolo degli stati infiammatori dovuti al cibo sbagliato.
Uno studio danese pubblicato nel 2017 lo evidenzia, infatti sostiene che l’identificazione dei fattori associati al rischio di disturbi alimentari è importante per chiarire l’eziologia e per migliorare l’individuazione precoce dei disturbi alimentari nelle cure primarie. I ricercatori hanno ipotizzato che malattie autoimmuni e autoinfiammatorie sarebbero associate a disturbi alimentari nei bambini e negli adolescenti e che la storia familiare di queste malattie sarebbe associata a disturbi alimentari.
In questo ampio studio nazionale di coorte basato sulla popolazione di tutti i bambini e adolescenti nati in Danimarca tra il 1989 e il 2006, i registri medici danesi hanno esaminato tutte le diagnosi ospedaliere e ambulatoriali di disturbi alimentari e malattie autoimmuni e autoinfiammatorie. La popolazione dello studio includeva 930 977 individui, quindi quasi un milione.
I ricercatori hanno riscontrato un rischio significativamente maggiore di disturbi alimentari per bambini e adolescenti con malattie autoimmuni o autoinfiammatorie. Infatti su 25.984 soggetti a cui era stata diagnosticata una patologia autoimmune o autoinfiammatoria si è riscontrato un rischio superiore del
36% per l’anoressia nervosa
73% per bulimia nervosa
72% per un disturbo alimentare non specificato altrimenti.
Questo era particolarmente forte nei ragazzi. La storia delle malattie autoimmuni o autoinfiammatorie è stata associata quindi alla probabilità significativamente maggiore di sviluppare anoressia nervosa.
L’associazione è stata anche verificata all’inverso, cioè soggetti che manifestavano l’anoressia nervosa o altri disturbi del comportamento alimentare, sviluppavano maggiormente rispetto ad altri patologie autoimmuni. Una possibile spiegazione, che i ricercatori danesi danno a questa condizione, è l’effetto della resistenza insulinica, essendo una condizione frequente nelle persone con disturbi alimentari. Ricordiamoci che la resistenza all’ insulina conduce molto spesso al diabete, condizioni dovute all’eccessivo uso di dolci zuccheri e cereali.
Ovviamente questo studio non indica che tutti coloro che soffrono di disturbi alimentari svilupperanno una malattia autoimmune o viceversa, ma allo stesso tempo è sempre più evidente che malattie autoimmuni e autoinfiammatorie sono quindi associate ad un aumentato rischio di disturbi alimentari. In definitiva i ricercatori dichiarano che la comprensione del ruolo dei disturbi del sistema immunitario, per l’eziologia e la patogenesi dei disturbi alimentari, potrebbe indicare nuovi obiettivi terapeutici.
Ecco perché, sempre più esperti del settore, stanno approfondendo la questione e comprendono che sia fondamentale eliminare i cibi proinfiammatori tanto da dichiarare:
“Il disturbo del comportamento alimentare ha profonde motivazioni psichiche, ma si sta scoprendo che esiste una causa metobolica e immunologica su cui è possibile agire”.
Noi dell’alimentazione consapevole non potevamo lasciarvi senza informazioni aggiornate e scientifiche anche in relazione a questo argomento così delicato.
Riferimenti
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29122972
http://www.eurosalus.com/Infiammazione-da-cibo/Legami-sempre-piu-profondi-tra-disturbi-del-comportamento-alimentare-infiammazione-e-malattie-autoimmuni
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