Le diete LOW-CARB (a basso contenuto di carboidarti) sono da sempre , oggetto di discussione. Per prima cosa cerchiamo di chiarire che le diete low -carb non sono senza carboidrati nè chetogeniche, ma indicano generalmente un apporto  inferiore a 100gr di carboidrati giornaliero. mentre le quantità di proteine e di grassi  variano in base al tipo di impostazione. Alcune partono con molto meno, anche 20gr al giorno, per poi aumentare un po’ la quota, in base alle necessità,  inserendo alcuni cereali e legumi, oppure verdure amidacee e frutti. Forse per noi italiani il dibattito sembra recente,  ma in realtà, quello che alcuni non sanno, è che sono sempre state studiate seriamente da quasi 100 anni. In questo caso prenderemo in esame due studi effettuati circa 13/14 anni fa.
Il Centro nazionale Edgar per la ricerca sul diabete, scienze mediche e chirurgiche, Università di Otago, in Nuova Zelanda, nel 2005 ha valutato con uno studio fatto come si deve, gli effetti di una dieta ricca di carboidrati e fibre, contro le diete ricche di grassi e proteine come la Atkins. Vediamo le conclusioni.
Novantasei donne normoglicemiche, insulino-resistenti sono state randomizzate a uno dei tre interventi dietetici: una dieta ricca di carboidrati, ricca di fibre , l’alto contenuto di grassi Dieta Atkins o Dieta ad alto contenuto proteico . Sono state monitorate le fasi di perdita di peso e di mantenimento del peso (8 settimane ciascuna). Il risultato è stato valutato in termini di composizione corporea e indicatori di rischio cardiovascolare e diabete.
Peso corporeo, circonferenza della vita, trigliceridi e livelli di insulina sono diminuiti con tutte e tre le diete, ma le riduzioni erano significativamente maggiori nei gruppi con la dieta ricca di grassi e quella ricca di proteine, rispetto al gruppo con la dieta ricca di carboidrati e fibre. Rispetto alla dieta ricca di carboidrati e fibre è stato dimostrato che le diete ricche di grassi e proteine producono significativamente riduzioni maggiori in diversi parametri, tra cui perdita di peso -2,8 kg circonferenza della vita -3,5 cm  per le diete ad alto contenuto di grassi e -2,7 kg circonferenza vita -2,7 cm.
Le conclusioni degli autori sono che: “nella pratica una dieta a ridotto contenuto di carboidrati e più alto di proteine, ​​può essere l’approccio globale più appropriato per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2. Queste osservazioni suggeriscono che le diete popolari hanno ridotto la resistenza all’insulina in misura maggiore rispetto ai consigli dietetici standard.”
Un altro studio molto importante, condotto dalla Stanford University, finanziaoi dal governo degli Stati Uniti per un costo totale di 2 milioni di euro, pubblicato su The Journal of the American Medical Association nel 2007, ha rivelato cose interessanti. Sono state messe a confronto quattro diete su 311 donne in premenopausa con sovrappeso, ma nessuna patologia, a regime per 12 mesi.
  1. La Atkins che prevede nei primi tre mesi 20 g di carboidrati al giorno per poi passare a 50 g, sempre con proteine e molti grassi anche saturi.
  2. La Tradizionale  (LEARN) con il 55% al 60% di carboidrati, pochi grassi, meno del 30% e meno del 10% quelli saturi.
  3. La dieta Ornish che comprende meno del 10% delle calorie totali provenienti dai grassi. I soggetti praticavano meditazione ed esercizio fisico.
  4. La dieta Zona con il 30% delle calorie derivato dalle proteine, il 40% dai carboidrati e il 30% dai grassi.
Dieta
Peso Kg
LDL
Trigliceridi
HDL
Pressione minima
Atkins
-4,7
+ 0,8
-29,3
+4,9
-4,4
Tradizionale
-2,6
+0,6
-14,6
-2,8
-2,2
Ornish
-2,2
-3,8
0
0
-0,7
Zona
-1,6
0
+2,2
+2,2
-2,1
Come potete notare tutti i fattori  relativi a quelli che si ritengono i fattori di rischio relativi alle malattie cardiache dopo 12 mesi sono a favore della dieta con più grassi, proteine e meno carboidrati i ricercatori commentano cosi lo studio:
“Sono state espresse molte preoccupazioni sul fatto che le diete dimagranti a basso contenuto di carboidrati, ad alto contenuto di grassi totali e saturi, influenzino negativamente i livelli dei lipidi nel sangue e il rischio cardiovascolare. Queste preoccupazioni non sono state dimostrate in recenti trial dietetici per dimagrire. I recenti studi, come quello attuale, hanno costantemente riportato che i trigliceridi, l’HDL-C, la pressione sanguigna e le misure di resistenza all’insulina non erano significativamente differenti o erano più favorevoli per i gruppi a basso contenuto di carboidrati
I ricercatori si sono espressi anche sull’apparente dato negativo in cui si vede la Atkins con un leggero rialzo di LDL-C, ma ne valutano così la questione:
“L’eccezione a questo modello è stata la concentrazione di LDL-C. Due dei risultati più consistenti nelle recenti sperimentazioni di diete a basso contenuto di carboidrati, rispetto a basso contenuto di grassi sono state le più alte concentrazioni di LDL-C e le più basse concentrazioni di trigliceridi nelle diete a basso contenuto di carboidrati. Sebbene una concentrazione di LDL-C più alta sembri essere un effetto negativo, questo potrebbe non essere il caso in queste condizioni di studio. L’effetto di abbassamento dei trigliceridi di una dieta a basso contenuto di carboidrati porta ad un aumento delle dimensioni delle particelle di LDL, che è noto per ridurre l’aterogenicità delle LDL.”
(NB: Il termine “aterogenicità” significa capacità di favorire la comparsa di lesioni aterosclerotiche in questo caso i ricercatori indicano che queste LDL di dimensioni maggiori sono quelle che non risultano pericolose).
L’uomo di punta di questo studio, il Dott. Christoper Gardner direttore dei Nutrition Studies allo Stanford Prevention Rasearch Center, vegetariano per 25 anni, quando presentò ad una conferenza i risultati ottenuti disse che fu una “ una pillola amara da degluttire”
Com’è la situazione attuale? Un interessante rassegna pubblicata proprio quest’anno da istituti di ricerca internazionali, come la Scuola di Farmacia e Scienze Biomolecolari  di Liverpool  conclude che :”Ampi studi randomizzati controllati della durata di almeno 6 mesi con restrizione di carboidrati sembrano superiori nel migliorare i marcatori lipidici rispetto alle diete a basso contenuto di grassi. Le linee guida dietetiche dovrebbero considerare la restrizione dei carboidrati. come una strategia dietetica alternativa per la prevenzione / gestione della dislipidemia, per le popolazioni con rischio cardiometabolico.”
Come potete notare la ricerca è andata avanti, quindi, informatevi bene, perché sempre più medici sanno come applicare in modo corretto diete a basso contenuto di carboidrati, sia in caso di obesità, che di patologie di vario tipo, cercateli così che vi aiuteranno nel vostro percorso. La Comida Edizioni, che persegue la strada dell’alimentazione consapevole, in relazione ad un basso apporto di carboidrati a basso carico glicemico, pubblica libri di ricette che possono venire incontro alle necessità di ognuno.

 

 

Riferimenti

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/15616799/?i=3&from=%2F15356006%2Frelated&fbclid=IwAR2lVl7CrvvCLQcgpDhkS9PDpcCOK21ktAGLGpyvYsYgvx_sSeyVRbt1A3g

https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/205916?fbclid=IwAR1H3WWqnY7e7F2FN8GMn4IV8cJ96sDDaVSE0h3FPHxACoF23pz9NkDhr8w

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/30544168/?i=4&from=%2F30194696%2Frelated&fbclid=IwAR1jLe-gJqsQUZDlPKhzgnQSqIFWTVP6B375XcW-Q_E4hHstPElSyiyKKkQ

“Perché si diventa grassi” di Gary Taubes