La vitamina B 12 è essenziale per la sintesi del DNA e per la produzione di energia e della divisione cellulare. La vitamina B12 non viene prodotta dall’organismo umano, ma deve essere introdotta con la dieta e viene assorbita a livello dei primi tratti dell’intestino. La carenza di vitamina B 12 è comune, soprattutto a causa della limitata assunzione di alimenti di origine animale, essendo attiva e biodisponibile per l’uomo, solo tramite carne, pesce, uova e latticini. Un’altra causa di carenza, presa meno in considerazione, è il malassorbimento di questa vitamina.
Ma, per prima cosa, in quali alimenti solitamente utilizzati, è contenuta in maggior misura? Per quanto non ci siano tabelle univoche in assoluto, indicativamente i livelli più alti li troviamo nelle vongole, nel fegato di manzo e di vitello e nel pollame, poi, in ottima misura, in sgombri, salmone, crostacei, sardine e aringhe,  diminuendo poi, nella carne rossa, in quella di agnello e, infine, nelle uova di gallina, mentre i latticini pur contenendone possono tranquillamente essere evitati. Da tenere presente che le frattaglie dell’animale ne contengono più della carne.
La carenza di questa vitamina è stata descritta nel 1849 e, fino al 1926, avrebbe potuto  avere un esito fatale, quando finalmente una dieta a base di fegato, ad alto contenuto di vitamina B 12, ha dimostrato di rallentare il processo della malattia. Molto è ora conosciuto circa la biochimica e il metabolismo della vitamina B 12, tuttavia, la diagnosi di una sua carenza è diventata più complicata, dato che esistono fasi, dette  “sub-cliniche”, che sarebbero quelle fasi di una malattia, che non danno ancora luogo allo sviluppo di segni e sintomi.
Alcuni studi indicano che un deficit di vitamina B12 nelle donne in gravidanza e, di conseguenza, un suo carente apporto durante lo sviluppo fetale, porta molto spesso alla nascita di bambini sottopeso, con probabili ritardi nella crescita. Invece, se la carenza di vitamina B12, colpisce i bambini dopo la nascita (nei primi anni di età), questi sviluppano spesso dei danni a livello del cervello, con possibili deficit cognitivi e disfunzionalità motorie. Alcuni studi sembrano dimostrare il coinvolgimento della vitamina B12 anche in alcune delle principali malattie neurologiche, diverse dalla neuropatia da carenza di vitamina B12, come il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla, la sclerosi laterale amiotrofica e la malattia di Alzheimer. Anche in molti pazienti con malattie cardiovascolari è stata diagnosticata una diminuzione dei livelli di vitamina B12. Uno stato di carenza di vitamina B12 è spesso associato al deterioramento della salute dell’osso. Alcuni studi hanno portato alla luce il ruolo della vitamina B12 a livello del sistema immunitario: nei pazienti carenti in vitamina B12 è stata dimostrata una diminuzione di alcune delle cellule che devono difendere l’organismo (come le cellule natural killer e linfociti CD8). Queste scoperte potrebbero avere importanti risvolti nelle terapie delle malattie del sistema immunitario. Infine, anche forme di depressione.
In precedenza si riteneva che la deficienza richiedesse molti anni per svilupparsi, e solo in ristretti vegetariani o in quelli con anemia perniciosa. Ricerche più recenti hanno suggerito che ci sono implicazioni di malattie associate, appunto, a queste carenze subcliniche, che si sviluppano più comunemente a causa di malassorbimento o inadeguatezza alimentare.
Certamente i vegetariani e vegani sono a rischio di carenza di vitamina B 12, così come altri gruppi con bassi livelli di assunzione di alimenti animali o con modelli dietetici restrittivi. Colgo l’occasione per mettervi a conoscenza di un aspetto importante in relazione ai bambini vegani che possono ancora  risultare con valore  alto di vitamina b12. Secondo il dottor.John Dommisse il valore nel siero in neonati e bambini nella prima infanzia dovrebbe essere ben al di sopra dei 1000pg/ml. Ribadisce anche che “gli esseri umani e altri mammiferi nascono con livelli di vitamina B12 nel siero di circa 2000pg/ml e nel corso della vita subisce un lento calo.” Quindi la necessità di questa vita è progressiva negli anni e non s può pensare di far esaurire le scorte senza conseguenze. Detto questo torniamo al problema del mal assorbimento. Il malassorbimento di vitamina B 12 è più comunemente visto negli anziani, non solo loro sono a rischio. Allora si è indagato sempre più su quali alimenti potessero influire sull’assorbimento di questa vitamina dato che, diversi soggetti, pur utilizzando cibi di origine animale ,avevano allo stesso tempo problemi di carenza. Infatti i tassi di carenza subclinica di vitamina B 12 sono elevati nei paesi in via di sviluppo. Quindi, le ricerche per ora hanno fatto emergere che i celiaci, molto spesso, hanno gravi problemi di assorbimento di questa vitamina e che le concentrazioni di vitamina B12 si normalizzano solo con una dieta priva di glutine. Questo ha fatto sospettare che anche la sensibilità al glutine non celiaca, possa incidere in una certa misura sul malassorbimento della vitamina B12.
Ma i dati più interessanti mostrano che questa vitamina tende ad essere carente nei diabetici, obesi e insulino-resistenti e alcuni studi fatti su adolescenti hanno evidenziato anche in loro questa carenza. Tutti questi studi non chiarivano, però, se la carenza della vitamina fosse dovuta a queste patologie o se la carenza di questa vitamina ne fosse la causa. Quando si dava loro un’integrazione si vedevano dei miglioramenti, ma non la risoluzione completa dell’ insulino-resistenza o del diabete.
Quello che sappiamo però, da altri studi, è che la sindrome metabolica si può risolvere aumentando i cibi di origine animale e diminuendo o eliminando i cereali soprattutto con il glutine, zuccheri e dolcificanti. Tutto ciò ci porta a comprendere che lo sbilanciamento su certi alimenti ha, in qualche modo, influito sui livelli di questa vitamina così importante.
In conclusione è evidente che per avere buone dosi di questa vitamina è importante utilizzare cibi di origine animale, come la medicina ufficiale consiglia, ma allo stesso tempo, non remare contro con un’alimentazione inadeguata. Spero che anche sotto questo aspetto vi abbia reso  “scientificamente” più consapevoli.
Riferimenti.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/11280545/
https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/i-blog-della-fondazione/il-blog-di-airicerca/la-vitamina-b12-fatti-e-questioni-irrisolte
http://www.mdpi.com/2072-6643/2/3/299/htm
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/29268066/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/25486369/

“Come superare la carenza di vitamina B12” di Sally Pacholok e Jeffrey Stuart