Eccomi nuovamente a parlare di colesterolo, ho già scritto un articolo sull’argomento facendo chiarezza sui modi corretti di considerare il quadro generale, ora invece andrò un pochino di più nel dettaglio di un aspetto riguardante il colesterolo.
Nel tempo, la conoscenza in relazione al colesterolo è aumentata anche circa ciò che sembrava un aspetto conclamato, cioè che il colesterolo LDL ( low-density lipoprotein ) sia semplicemente quello cattivo, ma le cose non stanno esattamente così, vediamo perché.
In realtà le LDL, non sono colesterolo, ma particelle, che contengono colesterolo e lo trasportano con i trigliceridi nel torrente sanguigno. Ora arriva il punto chiave: non tutte le LDL sono uguali, infatti alcune sono voluminose e galleggianti, altre sono piccole e dense. I ricercatori sono arrivati a comprendere che le LDL di dimensione grande sembra non siano pericolose, mentre quelle piccole e dense invece si.
Ecco che alcuni studi, hanno mostrato che l’incremento delle particelle LDL piccole e dense (sdLDL) è associato con l’infiammazione ed è verosimilmente associata ad aterosclerosi in maniera maggiore rispetto alle particelle LDL grandi e soffici. Perché sono quelle piccole e dense che si introducono nelle pareti delle arterie e innescano il processo di formazione delle placche.
Gli esami del sangue tradizionali, misurano la quantità di colesterolo LDL presente nel circolo ematico, ma non valutano il numero di particelle LDL. A questo punto si sta diffondendo sempre più la necessità di altri test di laboratorio più accurati, denominati da alcuni laboratori, i Test per le Sottofrazioni delle LDL. Sempre più ricercatori sostengono che sia un esame importante, dato che alcune patologie e condizioni, quali ad esempio diabete ed ipertensione, sono associate con livelli incrementati di particelle piccole e dense di LDL. Uno studio condotto da Chris Gardner, pubblicato nel 2007 sul Jurnal of the American medical Associaton in pratica riassume così la questione: “Sebbene una concentrazione più elevata di LDL potrebbe sembrare un effetto negativo, probabilmente non lo è nelle condizioni in cui si sono svolti questi studi. La capacità di una dieta a basso tenore di carboidrati di ridurre i trigliceridi porta ad un aumento nelle dimensioni delle particelle LDL.”
Anche se il linguaggio è un pochino tecnico, se ne comprende bene il senso, in pratica pochi carboidrati meno trigliceridi che sono il vero pericolo e di conseguenza anche particelle LDL più grandi. Ma perché queste particelle piccole e dense dipendo dai carboidrati? In una parola sola si spiega tutto: insulina. I cibi che alzano la glicemia e fanno secernere molta insulina sono la causa dell’aumento di queste particelle.
Ora veniamo ad una domanda frequente posta da chi abbassa l’introito di carboidrati nella propria alimentazione. Perché in certi casi si riscontra in un primo momento un aumento del colesterolo pur dimagrendo?
Il motivo sta che il colesterolo accumulato nelle cellule adipose, viene rilasciato insieme al grasso. I dati disponibili sostengono che dopo un iniziale aumento i livelli di colesterolo torneranno normali e potrebbero inseguito anche scendere al disotto di quelli precedenti al cambio di alimentazione. Tutto ciò avverrà solitamente dopo aver smaltito contemporaneamente anche il grasso in eccesso.
In conclusione, più passa il tempo e più le ricerche fanno luce sul colesterolo e sembra ci sia ancora altro da chiarire, ma  noi dell’alimentazione consapevole come potete vedere vi teniamo aggiornati.
Riferimenti
https://www.labtestsonline.it/tests/test-le-sottofrazioni-delle-ldl
http://www.labanalisibruno.it/lipoprint.html

 

 

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