Uno studio, molto approfondito sui cereali, pubblicato nel 2013, oltre a prendere in esame i vari problemi che il glutine e i cereali raffinati possono arrecare, ha cercato di approfondire la questione dei cereali integrali.
L’articolo nei primi paragrafi introduce l’argomento con la seguente premessa: “in questa recensione discutiamo prove e studi di intervento in vitro, in vivo e sull’uomo che descrivono come il consumo di grano, ma anche di altri cereali, possa contribuire alla manifestazione di infiammazione cronica e malattie autoimmuni, aumentando la permeabilità intestinale e avviando un processo di risposta immunitaria infiammatoria”.
Una delle diverse motivazioni che hanno portato i ricercatori a trovare il legame fra malattie autoimmuni e cereali, è lo studio fatto sulle lectine che sono presenti in una varietà di piante, specialmente nei semi, dove fungono da meccanismi di difesa contro altre piante e funghi. A causa della loro capacità di legarsi , praticamente, a tutti i  diversi studi suggeriscono che, insieme alla gliadina, la WGA può aumentare la permeabilità intestinale, determinando un aumento della traslocazione di antigeni microbici e dietetici che interagiscono con le cellule del sistema immunitario. Le più alte concentrazioni di WGA si trovano nel germe di grano (fino a 0,5 g / kg )Infatti la WGA induce risposte infiammatorie da parte delle cellule immunitarie. Certi esperimenti indicano che, una volta somministrato in vitro, la WGA è in grado di stimolare direttamente monociti e macrofagi, cellule che hanno la capacità di avviare e mantenere risposte infiammatorie. Dopo l’ingestione, la WGA è in grado di attraversare la barriera intestinale tipi di cellule e di causare danni a diversi organi, le lectine sono ampiamente riconosciute come anti-nutrienti all’interno del cibo. L’attività della lectina è stata riscontrata nel grano, nella segale, nell’orzo, nell’avena, nel mais e nel riso, tuttavia la più studiata delle lectine dei cereali rimane appunto la WGA. In che misura tutto ciò influisca su determinate patologie  è ancora in fase studio non si hanno a informazioni complete al riguardo.
Ci sono infatti studi prospettici e trasversali osservazionali, mostrano che l’assunzione di prodotti integrali è associata a rischi ridotti per lo sviluppo di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, obesità e alcuni tipi di cancroD’altra parte, ancora non è chiaro se ciò dipenda in effetti dal cereale integrale in sé o perché è stato anche dimostrato che l’assunzione di cereali integrali è associata a fattori dietetici più corretti e ad uno stile di vita più sano in generale.  Sempre questo studio, riporta anche che i cereali integrali contengono sostanze fitochimiche, come i polifenoli, che possono esercitare effetti anti-infiammatori che potrebbero compensare eventuali effetti pro-infiammatori del glutine e delle lectine.
GLICEMIA E ALTRE PROBLEMATICHE
In pratica, sappiamo che i cereali integrali hanno la caratteristica di alzare meno velocemente la glicemia perché c’è un assorbimento più lento rispetto a quelli raffinati e quindi hanno portato a una prolungata riduzione dei livelli di glucosio nei pazienti con diabete di tipo 2. Questo non significa che non alzino la glicemia e che rappresentino la soluzione per il diabetico, infatti il carico glicemico spesso non varia di molto e la glicemia si alzerà comunque troppo. Potete notare, che il sito Diabete.com, classifica 100gr pane bianco con un indice glicemico di 70 e 100gr di pane integrale un indice glicemico di 69. Altri prodotti, possono avere forse un pochino più di differenza, ma, in sostanza, cambia di poco l’effetto che avranno sui livelli di glicemia soprattutto in relazione ai diabetici.  Inoltre un’altra revisione scientifica ha portato i ricercatori a concludere che “non ci sono prove sufficienti di un effetto delle diete integrali sugli esisti cardiovascolari o sui principali fattori di rischio come i lipidi e la pressione sanguigna”
https://www.diabete.com/indice-glicemico-e-carico-glicemico/      https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28836672
 Che conclusione dovremmo trarre? Riassumendo, quello che sappiamo attualmente è che i cereali, soprattutto con il glutine, possono contribuire agli stati infiammatori e influenzare lo sviluppo di patologie autoimmuni. I cereali integrali hanno un impatto minore sull’innalzamento della glicemia, ma di molto poco, allo stesso tempo contengono anche più anti-nutrienti, ma forse la cosa non è così grave perchè sono compensati dalla presenza di altre sostanze tutto sommato benefiche.
In definitiva comprendiamo meglio i motivi che stanno spingendo sempre più medici e nutrizionisti, a raccomandare di usarli con parsimonia  e in alcuni casi anche eliminarli del tutto dato che non rappresentano una vera e propria soluzione.
RIFERIMENTI
https://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3705319/&prev=search
La Dieta intelligente” di David Perlmutter
“Dieta Reset” di Dario Polisano edito dalla Comida Edizioni