Tra le numerose cause di anemia, la carenza di ferro rappresenta la più comune. Non a caso, la carenza di ferro rappresenta con tutta probabilità l’alterazione nutritiva più diffusa nel mondo. Benché l’incidenza dell’anemia sideropenica sia superiore nei paesi in via di sviluppo, questa forma di anemia è comune anche in quelli industrializzati, soprattutto nei bambini piccoli, nelle adolescenti e nelle donne in età riproduttiva. La causa potrebbe nascondersi proprio dietro il consumo di latte vaccino. Vediamo perché.
Il Fomon Infant Nutrition Unit del Dipartimento di Pediatria dell’Università dell’Iowa negli Stati Uniti, nel 2011 ha reso disponibili le sue considerazioni sulla relazione fra assunzione di latte vaccino nei bambini e riserve di ferro.
Confermano che è evidente che il consumo di latte vaccino da parte di neonati e bambini piccoli, ha effetti negativi sulle loro riserve di ferro, una scoperta che è stata ben documentata in molte località. Sono stati identificati diversi meccanismi che possono contribuire alla carenza di ferro in questo giovane gruppo di popolazione. Il più importante di questi è probabilmente il basso contenuto di ferro nel latte vaccino, che rende difficile, per i bambini, ottenere la quantità di ferro necessaria per la crescita. Un secondo meccanismo è la perdita di sangue intestinale occulta, associata al consumo di latte vaccino durante l’infanzia, una condizione che colpisce circa il 40% dei neonati in buona salute. La perdita di ferro sotto forma di sangue, diminuisce con l’età e cessa dopo l’età di 1 anno. Un terzo meccanismo è l’inibizione dell’assorbimento di ferro non-eme da calcio e caseina, che sono entrambi presenti in quantità elevate nel latte vaccino.
L’uso del latte di mucca al posto di altri alimenti ricchi di ferro biodisponibile, si è dimostrato un fattore di rischio per l’anemia. L’allattamento al seno esclusivo durante i primi 6 mesi di vita, lo svezzamento discrezionale solo dopo il 24 ° mese e una dieta complementare ricca di ferro, sono molto importanti per evitare l’anemia e le sue conseguenze.
E’ stato effettuato uno studio interessante in merito. Un campione di 584 bambini che vivevano nella città di San Paolo, Brasile sud-orientale, tra il 1995 e il 1996.
La prevalenza dell’anemia in questi bambini era del 45,2% e l’assunzione media del latte nella loro alimentazione del 22,0%. L’associazione tra consumo di latte e rischio di anemia è rimasta significativa, indicando così un possibile effetto inibitore del latte sull’assorbimento del ferro presente negli altri alimenti ingeriti dal bambino.
Gli studi in definitiva mostrano che la presenza di latte vaccino combaciano con il rischio di anemia nei bambini di età compresa tra i sei e i cinque anni, indipendentemente dal ferro assunto nella dieta tramite altri alimenti. Anche in questo caso comprendiamo quanto sia importante capire la causa di certe problematiche e non soltanto andando a compensare l’effetto. Questa è la base dell’alimentazione consapevole.
 
Riferimenti
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/22043881/?i=6&from=/21921812/related
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/16247536/?i=4&from=%2F21921812%2Frelated&fbclid=IwAR2_reBWiqfvVW8-aqHhfLPWHmqKBIx7sWWSSt_YvLedrmlIokndL7ha25U
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https://www.my-personaltrainer.it/salute/anemia-ferro.html